Impugnazioni cause civili           
 

Dal primo gennaio 2012 è scattata la decorrenza del termine semestrale per confermare l'interesse alla prosecuzione delle vecchie cause civili in appello (e per appello s'intende pendenti avanti anche ai Tribunali per le sentenze dei Giudici di Pace) e in cassazione, pena l'estinzione dei giudizi.
Le cancellerie non avviseranno né le parti né i loro difensori, come invece prevedeva in origine la legge di stabilità (la 183/11); sarà l'avvocato a dover fare la cernita tutto da solo: a cercare quali giudizi siano sotto il giogo dell'assurda riforma, di cui prima o poi la Consulta non potrà che fare coriandoli di Carnevale.

L'articolo 26 della legge 183/11 contiene una norma che ha un obiettivo di natura deflattiva, evidente sin dalla rubrica ("Misure straordinarie per la riduzione del contenzioso civile pendente"): se non interverrà la dichiarazione di persistenza nell'interesse alla trattazione della causa firmata dalla PARTE, s'intenderanno rinunciate le impugnazioni nei procedimenti civili pendenti in Cassazione, relativamente ai ricorsi contro le pronunce pubblicate prima del 4 luglio 2009 (data di entrata in vigore della legge n. 69/2009), e nei procedimenti pendenti davanti alle Corti di Appello da oltre tre anni prima del primo gennaio 2012, data di entrata in vigore della legge di stabilità, e dunque pendenti al 31 dicembre 2008.

Tratto da: ISTANZA DI TRATTAZIONE ENTRO IL 30 GIUGNO 2012 per evitare l'estinzione delle IMPUGNAZIONI - Cataldi